UN PROCESSO DI GLACIAZIONE IN ATTO


I recenti dati sui danni da gelo alle colture di mais e grano negli Stati Uniti sono un segnale che una nuova fase perturbata del clima sta per avere inizio tra le alte e medie latitudini.
La primavera in ritardo in Canada e in Russia con notevoli danni alle culture e una diminuzione netta della produzione di grano in questi di per se potrebbe non significare niente.
Ma in realtà quando osserviamo i dati climatici e storici delle temperature e di come l'ambiente nordico è drasticamente cambiato dal Periodo Caldo Medievale al Periodo Caldo Moderno ci rendiamo conto che le glaciazioni non evolvono su una scala lineare e progressiva ma piuttosto seguono una linea di montagne russe dal un periodo caldo (alto) le cui curvature si fanno sempre più larghe (verso il basso).
E indubbiamente i dati ricavati dai carotaggi in Groenlandia indicano che nel corso degli ultimi 10.000 anni i periodi caldi sono diventati sempre più brevi alternati da periodi freddi sempre più lunghi.
Dopo il Periodo Caldo Medievale la Groenlandia e l'Islanda, un tempo territori ricoperti di verdi praterie (Groenlandia) e di foreste (Islanda) si raffreddarono perdendo le loro colonie vichinghe e la maggior parte della loro vegetazione diventando poco alla volta freddi territori dal nord.
Come si evince dai dati riportati in alto il Periodo Caldo Moderno (attuale) è meno caldo rispetto al Periodo Caldo Medievale e dopo oltre un secolo e mezzo circa dalla fine della Piccola Età del Ghiaccio le foreste non sono più cresciute in Islanda e la Groenlandia è rimasta un territorio relativamente freddo.
Questo significa che con il passare dei periodi freddi il raffreddamento delle alte latitudini è migrato sempre più a sud modificando progressivamete il territorio islandese e groenlandese, successivamente man mano che seguivano periodi più caldi, i quali come abbiamo osservato sono diventati sempre più brevi e con temperature relativamente minori, il clima freddo è rimasto in quella aree a nord prima considerate calde.
Ora a farne le spese sono stati proprio i Paesi più a nord come la Russia e il Canada anche se al momento non sono risultati danni ingenti.
Un'ulteriore cambiamento invece lo abbiamo assistito in Groenlandia quest'anno e in Scozia già nel 2014-15 quando si è avuta notizia di nevai che hanno resistito all'estate accumulandosi in seguito fino all'inverno successivo.
Come si scriveva qui.
In realtà non solo l'Oceano Artico quest'anno ha un ritiro stagionale molto più lento del solito, dovuto un meteo freddo, ma addirittura la Groenlandia continua a guadagnare massa glaciale in un periodo nella quale dovrebbe invece essere l'esatto contrario nei giorni più caldi dell'anno.

La superficie della Groenlandia ha effettivamente guadagnato una quantità di ghiaccio quasi record quest'anno, e il ghiaccio sta sciogliendo molto lentamente con una tendenza che addirittura non arriva nemmeno nella media.
Una nuova notizia recente arriva dalla Groenlandia dove si è registrata la temperatura più bassa per il mese di luglio nell'emisfero settentrionale.
La Groenlandia ha appena fissato il record per la temperatura più fredda di luglio mai riportata nell'emisfero settentrionale a -33C.

Interessante per il periodo è che la maggior parte della Groenlandia sta tutt'ora guadagnando importo nevoso che a sua volta va ad assommarsi alla sua massa glaciale.

Questa notizia va assommata ad un'altra notizia risalente ad agosto 2014 dalla Scozia, la regione più a nord dell'Inghilterra:
"I botanici britannici che conducono un sondaggio estivo sulla montagna più alta della Scozia, Ben Nevis, sono stati storditi nel trovare di campi di ghiaccio pluriennali recentemente formati, aree di neve compatta, alcune delle quali pesano centinaia di tonnellate.
Secondo la BBC;

Un team di scalatori e scienziati che indagano sulla North Face della montagna hanno dichiarato che i campi di neve sono rimasti in numerose spiagge e spiagge superiori.
Su questi campi, sono venuti incontro a neve chiamata neve ghiacciata e densa.
I nevai sono la prima tappa nella formazione dei ghiacciai, ha detto la squadra ".
Anche la squadra ha incontrato strati di neve che pesano centinaia di tonnellate e gallerie e fessure conosciute come bergschrunds."
Tutto questo avviene quando recentemente si è scoperto che il flusso di Radiazione Cosmica sta nuovamente aumentando come conseguenza della bassa attività solare che dopo il massimo solare del 2012 entra un nuovo periodo di quiete, stavolta più bassa rispetto al periodo precedente.
Per gli ultimi due anni, Spaceweather.com e gli studenti di Earth to Sky Calculus hanno monitorato i raggi cosmici nell'atmosfera sopra la California usando palloncini atmosferici ad alta quota. Dopo più di 100 voli, essi trovano che i tassi di raggi cosmici sono aumentati rispetto allo stato dorato del 13% da marzo 2015.
Ora sappiamo che la stessa cosa sta succedendo nel New England - solo di più.

Alcuni scienziati credono che esista una connessione tra il numero di raggi cosmici e l'aumento della copertura nuvolosa.
Questo determinerebbe un maggiore raffreddamento in alcune aree del pianeta.
Gli ioni dai raggi cosmici galattici aumentano fortemente il tasso di produzione di particelle biogene puri - per un fattore 10-100 rispetto a particelle senza ioni.
Ciò suggerisce che i raggi cosmici avrebbero potuto svolgere un ruolo più importante nella formazione di aerosol e nuvole nei tempi pre-industrializzati che nell'atmosfera inquinata odierna.
Quando nel Periodo Caldo Medievale entrarono nella Piccola Età del Ghiaccio erano tempi diversi e indubbiamente questo fenomeno ha avuto gravi ripercussioni sia politiche per la carenza di alimenti sia per questioni politiche. Quanto può fare la differenza sapere che stavolta siamo in possesso di vasti armamenti nucleari, quanto della tecnologia di produrre culture geneticamente modificate?






















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